“Le nostre scelte sono proprio sempre le nostre?”

Ultimi post dal Blog

  • La luce dà corpo alla mia ombra

    La luce dà corpo alla mia ombra.
    La mia ombra si trasforma
    all’inclinazione della luce.
    Se non conoscessi il buio
    non capirei la luce.
    Solo l’adattamento
    delle mie pupille
    evita l’abbaglio
    e l’oscuramento .
    E se non c’è nessun buio
    dove non si possa vedere
    non c’è nessuna luce
    che possa accecare
    basta trovare la giusta modulazione
    basta interpretare i giochi
    dei chiaroscuri
    quelli delle alternanze
    e dei contrapposti
    e … attendere
    la luce del giorno nuovo
    nelle nottate senza fine.

    Tosca Pagliari (14/12/11)

  • LA GILERA ROSSA ( Dedicata a mio padre)

    LA GILERA ROSSA

    ( Dedicata a mio padre)


    Quando si volava sulla Gilera rossa
    il fiato era giovane
    il rombo era gioco
    la strada incoscienza
    l’avvenire una scrollata di spalle.
    Solo la corsa aveva senso
    tra i filari di pioppi
    le braccia intorno alla vita
    il capo sulla schiena scarna
    la risata in gola
    con i capelli
    che s’appiccicavano
    in bocca.
    Ieri ho rifatto questo viaggio
    mentre il pilota ne faceva un altro.

    Tosca Pagliari ( 29/11/2011)

  • DORME LA NOTTE

    Stanotte dormono le foglie,
    le strade, l’aria.
    Dorme la notte
    dorme il mio nome.
    Dormono le case
    con le luci spente,
    dormono i lampioni
    con le luci accese.
    Dorme la notte
    dorme il mio nome.
    Stanotte dormono le stelle,
    la cima del monte
    la faccia della luna.
    Dorme la notte
    dorme il mio nome.
    Dorme il grido
    dorme la lacrima
    dorme il respiro.
    Dorme la notte
    dorme il mio nome.
    Tutto dorme
    ed io mi sto sognando
    sveglia
    senza anni nè tempo
    pulsione di vita
    in divenire.
    Dorme la notte
    dorme il mio nome.
    Stanotte si veglia la notte
    che dorme.
    TOSCA PAGLIARI ( 25/11/11 )

  • QUANTO PIOVE

    Quanto piove
    quando piove!
    Manca quel ticchettio garbato
    quel gocciolio di gronda
    di rimabalzo cadenzato.
    … Quanto piove
    quando piove!
    Scrosci improvvisi
    tra lunghi silenzi
    torrenti tra cielo e terra
    gorghi di flutti
    impazziti.
    Quanto piove
    quando piove!
    Anche la natura
    ha imparato l’arte
    della spettacolarità.

    Tosca Pagliari ( ottobre 2011)

  • SE DOMANI

    Se domani ci fosse un miracolo
    se domani fosse migliore
    se domani si potesse sorridere
    se domani si potesse dirigere ogni cosa
    nel verso giusto,
    ecco sarebbe già sprecato
    dover attendere tutta la notte,
    ma il domani è incerto
    e tutta la notte serve
    per immaginare e sperare
    forse anche pregare.

    Tosca Pagliari (ottobre 2011)

  • FOGLIE D’AUTUNNO

    Dalla voce di Carlotta Ciulli ( ottobre 2020)

    Che si diranno mai
    le foglie moribonde
    che frullano nell’aria?
    Che si diranno nel brusio
    … dell’ultimo grido?
    Lo sanno che vanno via
    nel vento
    per tornare alla terra
    e dalla terra
    trasformarsi in
    alimento del domani?
    O soltanto
    si lasciano andare
    quiete
    senza l’inutili domande
    senza dubbie risposte?

    Tosca Pagliari.

    (ottobre 2011)

  • L’OMBRELLO ARCOBALENO

    Il cielo piange
    cantilene di pioggia,
    gocce infinite
    rimbalzano a terra
    formano rivoli tristi
    accanto ai marciapiedi,
    ma un ombrello arcobaleno
    piroetta tra le mani
    di un fanciullo allegro
    che si para gli schizzi
    tra schiamazzi e risa;
    confonde la circostanza,
    l’animo padrone di vita
    e se la gioca a sua letizia.

    Tosca Pagliari (ottobre 2011).

  • SUL PONTE

    Imparare a camminare sul ponte
    sospeso
    tra il pilone del passato
    e il pilone del futuro.
    Camminare serena
    senza vertigini
    nell’ampio spazio del presente
    senza saltare da cima a fondo
    tra nostalgie e desideri
    tra ricordi e preghiere
    tra rammarichi e proponimenti.
    E vivere, finalmente vivere
    di vita immediata
    come una creatura appena nata.

    Tosca Pagliari. (ottobre 2011)

  • VUOTO


    In questo spazio vuoto,
    con il cuore vuoto
    la mente vuota
    l’ispirazione sottovuoto,
    la mia tristezza svuoto.

    ( Tosca Pagliari ) ottobre 2011

  • FOTOGRAFIE

    Livida la linea dell’orizzonte
    spezza
    il cielo di cenere
    e il mare d’argento.

    Massi di nero lucido
    in abbraccio
    di bianca spuma.

    Il pescatore
    attende quieto
    il pesce all’amo.

    Il gabbiano
    plana adagio
    ad ali spiegate.

    Il mio volto
    s’inumidisce
    di spruzzi salmastri.

    La mia pelle
    s’arriccia
    alla brezza di mare.

    Solo i miei occhi
    scattano fotografie.
    Le sviluppa
    la camera buia della mente
    su membrane indelibili
    e segrete
    dove nessuno
    ha accesso.

    Tosca Pagliari (28 settembre 2011).