
Pensieri
ora vi libero
come castagne dal riccio
ora vi sciolgo
come aquiloni al vento
ora vi lego
come puledri selvatici
ora con vesti di parole
vi stacco dal mio io
e vi spargo
lontano.
Tosca Pagliari ( 06/11/2012)


Pensieri
ora vi libero
come castagne dal riccio
ora vi sciolgo
come aquiloni al vento
ora vi lego
come puledri selvatici
ora con vesti di parole
vi stacco dal mio io
e vi spargo
lontano.
Tosca Pagliari ( 06/11/2012)
Che cerchi che non trovi?
S’andava a cercare sui libri.
S’andava a cercare dalle genti.

La strada s’è fatta ruscello
la pioggia ha scordato l’ombrello
la notte ha nascosto le stelle
il buio ha le sue sentinelle
e imprigiona le anime inquiete.
Il tuono miete
le teste dei lampi sfacciati.
I guanciali schiacciati
aspettano il sonno profondo.
Stanotte piove sul mondo
allagando la mente di scrosci
e i pensieri galleggiano flosci.
La strada s’è fatta ruscello
la pioggia ha scordato l’ombrello
per rincorrere schizzi di ombre
furtive nell’ultima notte d’ottobre.
Tosca Pagliari ( 31/10/2012)

Sono uscita da sola
sono uscita da me
non avevo voglia di starmi sentire.
Sono capace di raccontarmi
di raccomandarmi
di scoraggiarmi
sono capace
di alienarmi.
Allora esco
vado fuori di me
non fuori di testa
fuori di me.
Ne sono capace se voglio
conosco la strada
una feritoia
dell’io
che non domina più le leggi
non rasenta buonsensi
nè dissensi
un buco nella rete
dei pensieri
e via.
Sono uscita da sola
sono uscita da me
non avevo voglia di starmi a sentire.
Sono uscita da sola
dalla porta di servizio
della casa dei dispiaceri
dei problemi
dei rancori
del vuoto.
Si può
certo che si può
il difficile è tornare
facendo finta di nulla
dopo avere scoperto
la liberazione
il volo
la follia
mille follie
mille falene
accecate da una luce
che non le lascia
tornare indietro.
Tosca Pagliari
08/10/2012

Era già chiuso il fiorista
ho rubato tre margherite
sul ciglio della strada
per portartele.
Tu non avevi bisogno
di riceverle
ero io che avevo bisogno
di portartele.
Se fosse stato chiuso il cancello
avrei scavalcato il muro
per venirti a trovare.
Tu non avevi bisogno
di ricevermi
ero io che avevo bisogno
di farti visita.
Perché tu non hai più
bisogno di nulla,
io continuo
ad avere bisogno di tutto
e soprattutto
di te.
Tosca Pagliari
28/09/2012
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Io che ti penso dentro ogni mio pensiero
Tu che mi rispondi di mistero.
Io che ho bisogno di ogni tuo conforto
Tu che non puoi più approdare a questo porto.
Ho dipinto la mia casa di rosa
per richiamare le promesse
che la vita sembrava aver fatto.
Ho dipinto la mia casa di giallo
per ritrovare il calore
di un abbraccio.
Ho dipinto la mia casa di bianco
alla ricerca della stessa luce
d’un tempo.
Ho dipinto la mia casa d’azzurro
sperando la serenità.
Ho dipinto la mia casa
per accoglierti ancora,
ma non ti ho ritrovato.
Solo nella casa del cuore
ho riscontrato la tua presenza.
La casa del cuore
che è rimasta sempre
dello stesso colore
ha stanze iridescenti
dove solo io posso entrare
per incontrarti.
Tosca Pagliari (28/06/12)
Va il tempo
continua ad andare.
Strano tempo senza attesa.
Strano tempo senza senso
travestito di normalità.
Tosca Pagliari 30/05/2012
Un tappeto
un manto
di lembo
di suolo,
lì siedo
accucciata
e attendo.
Attendo
aprirsi
la porta,
l’ingresso
di passi
spariti,
l’eco
d’un bacio
la gioia
d’un ritorno.
Un tappeto
un manto
di lembo
di suolo,
lì penso
e il dito
percorre
ghirigori di trame
che non svelano
il senso,
ma solo solletico
a fior di pelle
solo nodi stretti
che strizzano
la malinconia.
Un tappeto
un manto
di lembo
di suolo,
lì piango.
Tosca Pagliari 21/02/2012