“Le nostre scelte sono proprio sempre le nostre?”

Ultimi post dal Blog

  • LE ORE DELLA VITA

    Le ore

    dell’aurora

    appena tinte di rosee promesse

    …si dileguano leste

    già abbagliate

    da nuove premesse.

    Le ore del sole

    vanno tra i capelli

    col fiato caldo dei sogni ribelli.

    Le ore del crepuscolo

    evaporano iridiscenze di pulviscolo

    col fiato leggero

    di un passeggero

    tra tanti.

    Le ore del buio
    nessuno può saperle
    e chi sa
    non ha più parole per dirle.

    Tosca Pagliari ( aprile 2011)

  • L’ACCHIAPPASILENZIO

    L’ acchiappasilenzio ce l’aveva un bambino,
    ma lo ruppe in una risata.

    L’ acchiappasilenzio ce l’aveva un uomo,
    ma lo dimenticò alla fiera dell’eloquenza.

    L’acchiappasilenzio ce l’aveva un vecchio,
    ma lo logorò raccontando rimpianti.

    L’acchiappasilenzio ce l’aveva un gatto
    acciambellato in un raggio di sole
    e lo nascose
    a tutti.

    Tosca Pagliari (marzo 2011)

  • IL VIZIO DI SCRIVERE

    Che bisogno d’eternità
    ha l’animo, la mente,
    la vanità
    d’eprimere,
    la necessità
    di svuotare il fermento
    dell’essere!
    Il vizio di scrivere
    quasi un bisogno
    di cibo per vivere.
    Il vizio di scrivere
    per far statue di parole
    con pietre millenarie.
    Il vizio di scrivere
    per fermare una diapositiva
    far circolare un’opinione
    condividere una questione.
    Il vizio di scrivere
    per mille necessità,
    un vizio incallito
    dal tempo dell’abecedario
    delle prime frasi sul diario
    sui banchi e sui muri,
    pigiando sui tasti
    rumorosi della prima
    dattilografia,
    davanti allo schermo
    di un computer moderno,
    volando tra realtà e fantasia.
    Ma non so se si può esser sicuri
    che sia tra i tanti
    di vizi quello più nobile
    e prezioso.
    Chissà forse è solo
    quello più altezzoso
    più pretestuoso
    che non vuol lasciare
    pensieri nascosti
    e parole volanti,
    ma solo l’ardire
    di distribuire a tanti
    il frutto di un io
    capriccioso
    col vizio di scrivere.

    Tosca Pagliari (marzo 2011)

  • LE PRESENZE CHE SE NE VANNO

    Dalla voce di Carlotta Ciulli (ottobre 2020)

    Le presenze che se ne vanno
    ti mancano
    e,più che subito,
    ti mancano
    nel tempo.
    Ti mancano
    nel guizzare imprevisto
    di un pensiero,
    che crea catene
    di altre pensieri
    e ti porta per mano
    da chi se n’è andato
    oltre
    nel nulla
    del tuo tempo
    e del tuo spazio.
    Così mentre
    t’accorgi
    che irrimediabilmente manca,
    chi se n’è andato,
    prodigiosamente,
    lo ritrovi.
    Lo ritrovi
    nel chiuso della mente
    e, in solitudine,
    là dove i sensi
    non possono più giungere
    per comunicare,
    rimane la magica percezione
    dell’esistere
    oltre la materia.

    Tosca Pagliari

    ( febbraio 2011)

  • LA SCIARPA DI GIANNA

    La sciarpa che fece Gianna
    intrecciando
    fili di lana e fili di cuore
    ha il tepore
    dei pensieri,
    dei ricordi di ieri,
    mentre si va verso il domani
    con le palpitanti attese
    e il presente
    che ci sfugge tra le mani.

    Tosca Pagliari (Febbraio 2011)

  • ACROSTICO SETTEMBRINO

    Sento calare la sera
    Ermetica
    Tela di
    Tante
    Emozioni color
    Malinconia
    Brulichio di
    Ruvidi pensieri
    Estratti dalla noia.

    Tosca Pagliari (2010).

  • COM’E’ OGGI IL MARE.

    Com’è nebbioso oggi il mare
    e livido il tempo
    indifferente
    e grigio
    pesa
    su tetti, alberi, animi.

    Com’è lontano oggi il mare
    lontano
    dal sole
    dal caldo
    dall’estate
    rapita insieme alle vacanze.

    Com’è piccolo oggi il mare
    un lembo appena
    sfilacciato
    nella bruma
    del giorno
    che già
    vuol cedere il passo alla sera.

    Tosca Pagliari (2010)

  • Là dove nascono i sogni

    Là dove nascono i sogni
    c’è una nicchia tessuta
    di speranze,
    vi risuonano i sorrisi
    trascorsi
    e s’avverte già il brusio
    di quelli in arrivo.
    In questo cantuccio
    si attendono i respiri
    delle persone più care
    che recano fili preziosi
    per il canovaccio
    di gioia
    steso verso il domani.

    Tosca Pagliari (Capodanno 2010)

  • LA NOTTE

    Con grinfie di solitudine
    la notte nemica
    invade la stanza
    giganti ombre sui muri le paure
    si dilatano gli spazi della lontananza
    si disorienta la misura del tempo.

    Tosca Pagliari (2009)

  • Piove

    Piove
    una pioggerella fangosa
    piove
    sabbia rossa di deserto
    piove
    essenza d’Africa
    piove
    una goccia sul vetro
    vicino alla mia faccia
    come un bacio
    che arriva
    da lontano.

    Piove
    dai cieli dell’Africa
    fin qui
    come un viaggio di ritorno.

    Tosca Pagliari (2009)