“Le nostre scelte sono proprio sempre le nostre?”

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  • Le mamme del nuovo millennio

    Le mamme del nuovo millennio

    col pancione fecondo

    trofeo che sbuca fuori dai jeans.

    Le mamme-regista di crescita

    con la videocamera digitale

    e le foto dei pargoli sui DVD.

    Le mamme in carriera

    a dirigere nonne e baby sitter.

    Le mamme-autista

    che accompagnano a scuola

    e di qua e di là

    e su e giù,

    sognando d’allevare futuri campioni

    di sport, musica, danza

    o chissà che.

    Le mamme bellissime

    che non imbiancano mai,

    coi capelli dai colori di fiamma

    e i colpi di sole che illuminano il viso.

    Le mamme modelle

    tra dieta e palestre

    col pearcing e il tatoo.

    Le mamme alla moda

    abbigliate come la loro prole.

    Le mamme che sembrano sorelle maggiori

    e non perdono il ruolo di figlie

    di altre madri eternamente splendenti.

    Le mamme con il cellulare

    che messaggiano le raccomandazioni

    e aspettano uno squillo

    per non stare in pensiero.

    Le mamme davanti al computer

    che cercano consigli navigando su Internet.

    Le mamme stanche

    che si consolano

    chattando con le amiche.

    Le mamme coi sensi di colpa

    del tempo che manca

    ed esige la corsa allo shopping

    ai vestiti di marca

    alle figurine introvabili

    agli ultimi videogiochi

    per un figlio che chiede

    per un mondo che chiede

    e niente sembra bastare,

    ma tutto corre sempre più in fretta

    e quel che si cerca esige il “subito”.

    Le mamme sole

    per scelta o per circostanza.

    Le mamme con le famiglie distrutte

    con le famiglie rifatte

    con le famiglie allargate.

    Le mamme felici o affrante

    con tutti i figli rimescolati.

    Tutte voi madri del nuovo millennio

    sappiate che nessuno è perfetto

    tanto meno una donna

    anche se diventa mamma,

    ma non ve ne rammaricate

    e sorridete ai vostri figli.

    A tutte quante,

    nel giorno della vostra festa,

    nè fiori nè profumi nè rossetti,

    ma solo un applauso

    un applauso intenso

    che scrosci e risuoni

    per il mondo intero

    perchè essere madri nel nuovo millennio

    è davvero un impegno

    Tosca Pagliari ( Maggio 2007)

  • Ad una bambina

    Piccola Fatima
    dalla lunga leggera gonnella
    sulla calzamaglia di lana.
    Piccola Fatima
    dalla grossa treccia
    di fili di seta di nero lucente.
    Piccola Fatima
    che incedi come una regina
    nella fila scomposta
    tra tute e jeans di marca.
    Mesta e dignitosa
    il sorriso triste
    gli occhi scuri assorti
    profonda malinconia
    d’una calda terra lontana
    nella nebbiosa mattina lombarda.
    Piccola Fatima
    le braccia incrociate sul banco
    la testa reclina
    il silenzioso pianto
    solenne affranta nostalgia.
    Terra straniera
    clima straniero
    parole straniere
    mensa straniera
    compagni stranieri
    insegnanti stranieri.
    – Fatima perchè piangi?-
    E tu che già impari l’italiano
    – Male la testa-
    Male al cuore Fatima
    al cuore!
    Lo avverto
    ma non te lo dico
    rispetto il nobile pudore
    del tuo dolore.
    Ci guardiamo
    in silenzio comunichiamo.
    Una carezza sul capo
    e nel linguaggio universale
    ci comprendiamo.
    Impari sempre di più
    sempre più in fretta.
    Impari tutto di noi:
    la lingua, le usanze, gli atteggiamenti
    eppure mantieni il tuo stile.
    Alunna attenta e ordinata
    assorbi assennata
    la nostra cultura
    cerchi di attecchire
    delicata e tenace pianticella esotica.
    E ce la farai, lo so, lo sento.
    Io no, io riparto
    torno in quella mia soleggiata terra del sud
    che si affaccia sulla tua.
    Ti lascio un po’ più allegra
    più disinvolta
    con tanti nuovi amici
    con gli scarponi da neve
    e negli occhi ancora un debole riverbero
    di corse scalze sulla sabbia tunisina.
    Ti lascio e di te mi resta solo il tuo nome:
    Fatima.
    E soltanto adesso mi chiedo
    che gusto ha il tuo cibo
    che raccontano le tue canzoni
    qual è il ritmo dei tuoi balli
    come ti consola il tuo Dio
    che suono ha “ciao” nella tua lingua
    e “sole”, “vento”, “tristezza”, “felicità”?
    Troppo presa ad insegnarti di noi
    ho perso l’occasione d’imparare di te.
    Addio piccola Fatima
    o forse arrivederci
    chissà…
    Ma spero
    spero tanto
    che camminando nel nostro mondo
    ti rimanga memoria anche del tuo
    e che tu possa scoprire
    in un gesto, una musica, uno sguardo, un colore
    quella verità che tutti ci accomuna.
    Tosca Pagliari (1999)

  • Che ti dice un libro?

    Tra le pagine di ogni libro c’è una mente che comunica ad altre menti. La mente che riceve rielabora i concetti, rivive il tutto dalla sua dimensione.

    C’è chi ha detto che “leggere un libro è come riscriverlo“.

    Soprattutto certe frasi diventano indelebili spalancando nuovi orizzonti, invitando a riflessioni, rivalutando situazioni.

    Partire dalle frasi più significative, farne una raccolta collettiva per scambiare idee e opinioni potrebbe essere piacevole. Che ne dite?

    Comincio da qualche frase del libro che attualmente sto leggendo “Prendimi con te – vita avventurosa di un libro giramondo” . Questa ad esempio potrebbe fare al caso nostro: “Amo le conversazioni notturne quando non sono guidate dall’unica preoccupazione di ammazzare il tempo, quelle in cui non ci si ripete, in cui s’inventa e nel “fuoco della discussione”, si scoprono nuove cose sugli altri e su se stessi”.

  • Poeticamente approdati

    Vagando tra i flussi del web sono approdate poesie bellissime sull’isola del mio blog. Sono l’eco spirituale di Daniela L.R., Natale Maugeri, Raffaele Russo, Rita Di Vincenzo e Dino Borcas. Si trovano sparpagliate tra le varie pagine dei diversi articoli e ho deciso di rimetterle insieme.

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