
Voglio lasciare
andare il Natale
come un giorno
come un altro
e aspettare
in un giorno qualunque.
Tosca Pagliari ( dicembre 2022)


Evviva mi sveglio viva!
E via nel quotidiano via vai!
Evviva mi sveglio viva
che non si sa mai
che il mondo è un vivaio
e poi c’è una mano che ti svelle
e restan solo zolle.
Evviva mi sveglio viva
vado a spasso con i guai
e me la spasso che ne sai .
E della vita canto un rap ritmato
che importa se stonato.
Evviva mi sveglio viva!
E via nel quotidiano via vai!
Tosca Pagliari ( dicembre 2022)

Di tutti i miei amati alunni
ho amato di più
e amerò sempre di più
voi che secondo gli standard
eravate considerati i peggiori
ma in realtà eravate i più fragili
e i più a rischio.
Questo anche nella speranza
che sentendovi amati
riuscirete ad amare l’istruzione
e a stimare le istituzioni.
Ma soprattutto nella speranza
che ripensando
ad una mia parola
ad un esempio
o ad un insegnamento
riuscirete a fermarvi in tempo
se mai vi doveste trovare
nell’attimo rischioso
di un passo sbagliato.
Tosca Pagliari (dicembre 2022)

I gatti tornano a casa.
Camminano e tornano
senza sapere la strada
ma tornano.
Tornano da chi li ha portati via.
Non ne conoscono la ragione
ma tornano.
Stanchi, sfiniti
a volte persino feriti
eppure tornano.
Loro non hanno paura
vedono nel buio
e lo attraversano.
Avremo noi anima da gatto
e ritorneremo anche noi
dopo essere stati portati via?
Sapremo attraversare il buio
e raggiungere la luce?
Sapremo rifare il percorso al contrario
per ritornare a casa
anche se mai nessuno
ce lo abbia insegnato?
Ci basterà il coraggio?
E ci sarà aperta un’altra porta
un’altra occasione
magari migliore?
Tosca Pagliari (novembre 2022)

Dove nasce la poesia?
Nella terra di mezzo
tra saggezza e follia
tra euforia e malinconia.
Di ritagli di ieri
d’immagini e pensieri
di ideali e convenzioni
di ragioni e di emozioni.
A che serve la poesia?
Proprio a niente
non ti nutre, non ti veste
non ti cura
non ti dà una dimora.
Allora è conveniente?
Allora che ti resta?
Allora a chi interessa?
Magari un po’ consola
un po’ accompagna
un po’ svuota
e un po’ colma.
Magari un po’ si vola
un po’ ci si lagna.
È economico carburante
che ti può portar distante
dal prosaico malessere.
È quel mare in cui si nuota
e reggi l’onda
così la tua vita non affonda.
Tosca Pagliari (novembre 2022)

Resterò sotto forma
di segni e parole
appesa ad una virgola,
inchiodata a un punto
trafitta da un punto esclamativo
agganciata come amo
da un punto interrogativo
spiegata da due punti
sospesa saltellando
su tre puntini in fila.
Resterò sotto forma
di parole banali
abbinate a rendere effetto
a magia di metafore
apparizioni d’immagini.
Resterò per dire
quando il silenzio
mi avrà inghiottita .
Resterò sotto forma di segni
e parole srotolate
su versi e rime
e sarò altra forma
altra sostanza
finché altre menti
mi verranno incontro.
Tosca Pagliari (novembre 2022)
QUEL CHE PUO’ VENIR FUORI DAL BUCO DI UN CALZINO

Volevo buttare via tutto il paio per un buco in uno dei due calzini. Bucato, via! Poi ho provato un senso come di pena. L’altro era ancora intatto e strutturalmente stavano bene tutti e due. Ago e filo e l’ho ricucito. Mentre davo i punti, per riunire i lembi dilaniati e distaccati, anche i miei pensieri si cucivano uno dopo l’altro. Stavo rammendando ( etimologia di: dare ammenda, riparare un danno) e pensavo a come spesso si buttano via i rapporti tra le persone per non sapere scusare o chiedere scusa, per non sapere compatire gli errori, per non sapere trovare un “punto” d’incontro così come dà il punto l’ago, che s’infligge e punge, ma cuce e ripara. Allora ho riflettuto sul fatto che un tempo la gente era più incline a rammendare tessuti e rapporti umani. Era gente che conosceva l’arte dell’umiltà, non faceva sprechi, non ostentava appariscenze. S, perché tutto finisce per traslare da un significato ad un altro, il fare diventa diventa pensiero, l’abitudine si fa consuetudine. Viviamo nell’era del comodo, del sempre nuovo, del tutto perfetto e lo applichiamo ad ogni evenienza. ![]()
Ecco è la filosofia del calzino bucato.![]()
Tosca Pagliari ( novembre 2022)

Ti arriva un dolore e lo scansi perché non ce la fai a sopportarlo. Lo congeli da qualche parte e fingi che non ti appartenga. Non ti senti più forte e neanche vigliacca, lo rimuovi e basta per proseguire. Poi nel tempo arrivano tutti gli altri e più o meno fai la stessa cosa. Succede che un debole raggio di sole, sotto forma d’immagine o di parola o di qualsivoglia altro effetto rievocativo, te lo scongeli e te lo ripresenti caldo caldo e terribilmente attuale. Allora eccolo di nuovo lì e ti trova più sprovveduta che mai. Nessuno può neanche comprenderti perché i fatti ormai sono inimmaginabili al resto del mondo. È lì che capisci pienamente come risparmiarsi il dolore sia un atto di coraggiosa e rischiosa economia di vita.
Tosca Pagliari ( novembre 2022)

Se si può ricamare
un tatuaggio
sopra una cicatrice
si può cantare
sopra un pianto.
Se si può indossare
un vestito a fiori
su un corpo indolenzito
si può ridere
più forte di un urlo.
Se si può tingere di rosso
labbra amare
si può baciare la vita
con qualunque dolore
si sia presentata.
Tosca Pagliari (novembre 2022)

HALLOWEEN NIGHT
IT’S HALLOWEEN NIGHT.
THE MOON IS BRIGHT
I AM IN MY BEDROOM.
A WITCH IS FLYING
OVER A BLOCK OF FLATS
SHE HAS GOT FOUR CATS
IN A ROW ON HER BROOM.
THE FIRST CAT IS RED
AND HIS NAME IS FRED.
THE SECOND CAT IS BLACK
AND HIS NAME IS JACK.
THE THIRD CAT IS GREY
AND HER NAME IS MAY.
THE FOURTH CAT IS BROWN
AND HE IS FALLING DOWN.
CAN THE WITCH CATCH HIM
BY HIS LONG TAIL NOW?
Tosca Pagliari (ottobre 2022)