“Le nostre scelte sono proprio sempre le nostre?”

Ultimi post dal Blog

  • ETNA

    Sbava

    vena di lava

    dal profondo

    così da che è mondo.

    Uomo che snaturi

    uomo che plasmi

    scenari futuri

    non fermi i miasmi

    del ventre primordiale

    né i battiti cupi

    del cuore di terra.

    Pulsa il ritmo ancestrale

    là sotto le rupi

    e non c’è guerra

    né scienza o follia

    né trucco o magia

    che fermi il fermento

    che plachi il tormento

    della montagna che rugge

    al suo sangue che sfugge.

    (Tosca Pagliari – febbraio 2021)

  • QUANDO CALA IL BUIO

    Quando cala il buio

    la compiutezza del giorno andato

    diventa mestizia

    come un forte senso di spreco.

    È quella tristezza

    quell’ eco

    oscuro da fuori a dentro

    che impaurisce e stringe

    tra gola e petto.

    Quando cala il buio

    si sta come in colpa

    per la fuga del giorno

    come se fossimo stati

    sbadati guardiani del tempo.

    Quando cala il buio

    ci vuole il coraggio

    di passare la notte

    per provare a scommettere ancora

    una moneta di vita.

    (Tosca Pagliari – febbraio 2021)

  • IO SONO IL GATTO

    Io sono il gatto

    il gatto di casa

    quello della ciotola sempre piena.

    Io sono il gatto

    il gatto di casa

    il mio spazio è nel tuo mondo

    vado sulle tue orme

    cerco i tuoi odori

    mi struscio tra le tue gambe

    a mio piacimento.

    Io sono il gatto

    il tuo gatto.

    Inarco la schiena

    dimeno la coda

    mi cerchi

    e ti disdegno

    l’indifferenza mi contraddistingue.

    È perché io sono il gatto.

    Graffio quel che capita

    lascio peli

    su tutto ciò che è morbido

    mi arrampico

    fin dove arrivo

    mi chiami e ti sento a convenienza.

    È perché io sono il gatto

    non posso essere suddito

    non posso essere ubbidiente

    né fedele, né disponibile.

    Ho questa mia natura

    ma ne ho anche un’altra

    e mi spaventa

    più del rombo del tuono

    più del latrato del cane.

    Quando mi accovaccio sul tuo grembo

    le fusa mi squarciano il corpo

    le zampe hanno smania

    di palparti come

    se fossi mia madre.

    E se non riescoa tenere i miei occhi

    fissi nei tuoi

    è perché ho paura

    che vi si rispecchi

    la mia segreta natura.

    Ho paura

    perché sono il gatto

    il gatto di casa

    il tuo gatto

    e so

    che se non resto vigile

    potrei morire d’amore

    d’amore per te.

    Tosca Pagliari (gennaio 2021) .

  • IN MEMORIA

    Quella volta che sono stata ad Auschwitz

    (anche se non ci sono mai stata)

    e divenni fame, paura

    tortura

    (anche se non ci sono mai stata)

    e divenni occhi di fossa

    e ossa

    (anche se non ci sono mai stata).

    Quella volta che avevo la testa rasata

    la dignità negata

    (anche se non ci sono mai stata)

    e divenni  ombra, fumo denso

    e urlo immenso.

    Quella volta che sono stata ad Auschwitz

    sì che ci sono stata

    ci sono stata ascoltando memorie

    e ci torno ogni anno.

    Tosca Pagliari ( 27 gennaio 2021)

  • SE FOSSE STATO UN FILM

    C’era un cielo livido e sinistro

    fatto di nubi di sporca gommapiuma

    che schiacciavano le chiome sventagliate

    dei centenari pini marittimi.

    Un cielo denso e pesante

    che il vento di maestrale

    pur impazzando con rabbia

    non riusciva a morderne

    neanche un lembo.

    Riusciva solo a sollevare il tendone bianco

    dell’accampamento sanitario

    al punto che dovettero smontarlo.

    Le macchine in coda

    si muovevano lente

    di tanto in tanto

    in mesto corteo.

    Un paio di giovanissime astronaute

    si avvicinavano a turno

    porgendo con gesti quasi mistici

    strumenti e sostanze rivelatorie.

    Tutt’intorno mura di cemento

    sormontate da ringhiere

    cancellate a ridosso di strade

    larghe e viscide

    budella di circuiti industriali.

    Se fosse stato un film di fantascienza

    l’avrei spento piena di disprezzo

    per la pessima ambientazione.

    Invece è rimasto acceso

    insieme al rombo del motore

    che fuggiva via dalla scena

    ma non dalla realtà.

    E anche voler piangere

    sarebbe stato non so quanto stupido

    perché era soltanto il caso di procedere

    che da che mondo é mondo

    in qualche maniera

    sempre si procede.

    Tosca Pagliari (gennaio 2021).

    Per ricordare la pandemia quando sarà finita e vorrò esserci a testimoniarne l’inizio ma anche la fine.

  • VIGILIA DI TEMPO ANDATO

    Abito da sposa

    bianco

    leggero

    vela che ha attraversato

    il mare del tempo.

    Abito da sposa

    vuoto

    dormi

    tra carta velina

    sbriciolata.

    Dormi chiuso

    ante d’armadio

    che non tocco.

    Ho paura

    a ridarti aria

    potresti ingoiare

    anche la mia

    e lasciarmi

    senza fiato.

    Mi piace pensare

    che ancora profumi

    della mia gioventù

    tra perline luccicanti di felicità.

    Tosca Pagliari ( 24 gennaio 2021)

  • RESTEREMO SOTTO FORMA DI PAROLE …

    Fino a qualche anno fa, su questo mio blog scriveva assiduamente un poeta, scrittore, fotografo, pittore e psicologo. Una persona stupenda di grande sapere e di grande garbo. È stato una grande ricchezza culturale e creativa. L’avevo conosciuto tra i circuiti culturali on line e mai ebbi modo né pensiero di incontrarlo di persona. Poi è finito il suo tempo terreno così quasi all’improvviso.

    Sembrava dovesse lasciare un vuoto ed invece ha lasciato un archivio di profondi pensieri sparsi nello spazio immateriale di questo blog e di riflesso nello sconfinato spazio dove fluttua oramai lo scibile umano.

    E mi piace quest’idea che andremo via, ci dematerializzeremo, eppure resterà il prodotto della nostra mente dentro la scatola dell’universo. Basterà una parola chiave per aprire l’accesso, una sorta di gate del ritorno, e fare baluginare una scintilla di noi.

    Resteremo sotto forma di parole, immagini e suoni galleggianti in attesa di quella ragnatela virtuale che ci intrappoli e ci faccia tornare in qualche modo vivi, per rimetterci a contatto col mondo reale.

    Tosca Pagliari ( gennaio 2021)

  • A MORSI LA VITA

    Il cibo

    la fame,

    prendi prendi

    prendi e mangia.

    Il cibo la fame

    il digiuno,

    prendi prendi

    prendi se puoi

    e mangia.

    Il cibo

    la fame

    il digiuno

    la dieta,

    prendi prendi

    prendi e convinciti

    e mangia.

    Il cibo

    la fame

    il digiuno

    la dieta

    la gola il peccato,

    prendi prendi

    prendi e mangia

    e saziati.

    Mangia

    finché puoi mangiare

    e non farti mangiare.

    Un corpo affamato

    affama lo spirito.

    Mangia

    e godi

    prendi prendi

    prendi e mangia

    prendi a morsi la vita.

    (Tosca Pagliari – gennaio 2021)

  • METAMORFOSI

    In un tempo senza calcolo di tempo

    prenderemo sonno da umani

    e ci desteremo d’altra sostanza.

    Tutti figli di codici binari

    strozzati di parole

    e ingordi solo di numeri e sequenze.

    Domani forse

    o prima o dopo

    tutti in schiere omologate e controllate

    tutti appiattiti

    senza guizzi strani

    di pensieri

    senza capitomboli d’idee.

    Programmati a nuovi sensi di felicità

    studiati nei dettagli

    convinti della perfezione.

    Ma qualcuno ancora

    si sentirà cantare

    al di là d’ogni barriera

    e qualcun altro

    avrà gambe per correre e danzare.

    Forse ci sarà pure

    chi svilupperà le ali

    per insegnare a tutti

    a volare via.

    Tosca Pagliari ( gennaio 2021)

  • IPOTESI INFONDATA

    Non è ancora accaduto

    forse non accadrà

    mai.

    Allora perché dovrei

    ingozzare paure e speranze

    stropicciandomi l’anima?

    Devo saper andare

    col passo della lancetta lunga

    dell’orologio

    devo sincronizzare il mio battito

    sul suo tic tac

    e rinchiudere

    i pensieri di domani

    come infami prigionieri

    in sotterranei senza uscite.

    Quel che non è ancora nato

    non ha respiro

    non può togliere respiro.

    Il futuro è un’ipotesi infondata.

    Tosca Pagliari ( gennaio 2021)