“Le nostre scelte sono proprio sempre le nostre?”

Ultimi post dal Blog

  • SENSAZIONI

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    Il sentimento
    è un otre gonfio
    d’acqua salata
    bevi
    e la sete
    brucia più forte.

    La passione
    è il roseto
    che s’arrampica sulla pelle.

    L’amore
    è la bacca rossa
    spaccata dal sole.

    La vita
    è la pioggia del temporale
    e la morte
    il silenzio del cipresso.

    ( Tosca Pagliari – 4 maggio 1979)

  • ANIMA

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    Ho un’anima agita
    vaga
    minuscola
    anima da colibrì.

    Ho un’anima ottusa
    che non m’assolve
    nè mi condanna
    anima zitta
    livida di stupore.

    ( Tosca Pagliari – 20 giugno 1979)

  • LA LUNA E’ DI MADREPERLA

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    La luna
    è di madreperla.
    Fate tacere i grilli
    o insegnategli
    a cantare un nome.
    E’ sempre lo stesso nome
    e la stessa canzone.
    Potessi averti o dimenticarti.
    La luna è di madreperla.
    Sento i grilli
    accompagnare un pianto.

    ( Tosca Pagliari – 18 giugno 1979)

  • IL MIO CUORE

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    Il mio cuore
    si fa di terra nuova
    acquattato nel buio
    scoppia il seme
    di un’altra illusione.

    Il mio cuore
    si profuma
    di resina e di menta.
    Da dietro il muro
    mi spia
    l’ombra della paura.

    ( Tosca Pagliari – 1 agosto 1979)

  • IO DEVO CREDERE

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    Io devo credere che
    una sera
    la mia amarezza
    travestita d’odio
    s’annegherà
    in un secchio
    d’acqua pulita.
    Secchio d’acqua di fonte
    da bere insieme a te
    secchio d’acqua innocente
    attinta dal pianto d’un bimbo.

    Io devo credere che
    ti condurrò una notte con me
    su un letto fresco di lini
    a rubare le stelle
    e i segreti d’amore
    ai folletti del buio.

    E poi devo credere ancora
    al vento che culla
    la grande cesta di giunchi di palude
    sui nostri corpi
    in attesa di miracolo.

    E credere sempre
    al tuo viottolo
    che un giorno
    s’incrocia col mio
    nel silenzio
    d’un bosco di querce
    e con la tua mano
    attaccata alla mia
    arrivare fin là
    dove le farfalle
    tessono nidi di seta agli amanti
    là dove persino la morte
    attraversa in punta di piedi
    per non svegliarci.

    ( Tosca Pagliari – 22 gennaio 1980)

  • DOMANI

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    Domani
    il sole salirà in cielo
    ed ogni cosa che illuminerà
    parlerà di te,
    un parlare fitto fitto
    che solo io sentirò in segreto
    nel flusso del mio sangue.
    Nel silenzio del pensiero
    mille volte griderò il tuo nome
    e mi risponderai
    ad ogni pulsare di tempia.

    ( Tosca Pagliari – 18 febbraio 1983)

  • DENTRO DI ME

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    E sentirò dentro di me
    la tua vita
    come un frullare di passero
    come una carezza
    fino alle viscere.
    E nutrirò dentro di me
    la tua vita
    a sorsi dolci di miele
    che ti coglierò
    nella gioia dello sguardo
    tenero e fiero.
    Saremo noi
    un’unica, grande, fertile
    terra stesa al sole
    le mie radici
    intrecciate alle tue
    ad assorbire la linfa
    dell’esistenza.

    ( Tosca Pagliari – 4 settembre 1983)

  • CONTINUA A SORRIDERE

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    Continua a sorridere
    ho voglia di baciare
    il tuo sorriso
    le tue labbra
    dove muore la malinconia.

    Sorridi
    ho voglia di baciare
    la tua guancia che s’increspa
    il tuo sguardo che s’illumina
    mentre sorridi.

    E sento crescere sulla mia pelle
    primule bianche
    figlie del tuo sorriso.

    ( Tosca Pagliari – 1983)

     

    Qui si chiudeva il quaderno blu e si apriva un quaderno fatto di fogli di vita.

  • ETNA patrimonio dell’UNESCO

    Convivere con un vulcano attivo è un’esperienza unica. Quel che si vede e quel che si prova quotidiamente è imparagonabile. Nei periodi di quiete quasi si dimenticano i suoi umori e lo si ammira solo come montagna. Dalla mia prospettiva si schiera in tutta la sua altezza e ampiezza. Nelle terse giornate d’inverno la sua cima innevata che si staglia contro il cielo d’un incredibile azzurro lascia senza fiato. Se la vedi un migliaio di volte, un migliaio di volte t’incanti. Quando produce tonfi sordi nel cuore della notte ci dormi quasi cullato da un suono diventato oramai familiare, come il battito d’un cuore di madre. Quando esplode sono notti di spettacolo:naturali giochi pirotecnici, smerli rosseggianti che si allargano a vista d’occhio.
    La sua storia, i suoi miti, le sue risonanze letterarie, insieme a tanta bellezza, hanno fatto sì che fosse dichiarata patrimonio dell’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization).
    Quel che ora mi piacerebbe è che non restasse un mero riconoscimento, che non ci si appagasse di esaltanti allori, ma che concretamente si avviasse un programma educativo, scientifico e culturale che avesse tra le altre prerogative quelle d’incrementare il turismo, favorire attività lavorative varie, arricchire gli eventi culturi e, in particolar modo provvedere ai necessari interventi nei momenti d’emergenza. Uno dei problemi più seri di questa nostra convivenza con un vulcano attivo è la ricorrerente esplosione di cenere vulcanica. Questa reca danni all’agricoltura, alla viabilità, alla salute, all’economia di tutti quei cittadini che devono farsi carico della ripulitura di tetti e grondaie. La cosa peggiore è una totale inefficienza di molti comuni etnei abbinata ad una completa rassegnazione dei rispettivi abitanti.
    Da due mesi a questa parte lo scenario è deprimente: cumoli di cenere dappertutto e barricate di sacchi ripieni di altrettanta cenere raccolta dalle abitazioni. In questo periodo l’Etna dorme e i suoi abitanti attendono gli eventi del fato. Che piova all’improvviso e si crei un’alluvione, che tra un po’ molta gente si ammalerà gravemente …. e chissà ancora cosa.
    Chi sta prendendo atto di organizzare mezzi e personali per fare in modo che questa stagione turistica eviti tali obrobri? Chi si sta preoccupando di predisporre un piano d’emergenza perennemente allertato che in quattro e quattr’otto provveda quando si ferifica il fenomeno. Io non lo so, ma magari sono male informata e il mondo intero si sta già movendo. Fatelo sapere così evito di rodermi e di continuare a lanciare appelli da questo blog.
    Intanto è ben gradito chi volesse su questa pagina esprimere pareri e suggerire soluzioni ed esporre in qualche modo il proprio pensiero.
    A presto.

  • IL MONDO NUOVO CHE VERRA’

    Non finirà questo nostro mondo, è una trottola in movimento, non smetterà di girare nonostante la scandenza millenaria di tale minaccia. E su questa gigantesca giostra ci sarà chi salirà e chi scenderà per lasciare il posto ai nuovi arrivati, secondo una naturale sequenza bilogica e secondo il destino degli eventi. Ma il mondo apparentemente sempre uguale in fondo è sempre cambiato e continuerà a cambiare. Cambieranno usi e costumi, equilibri economici, politici, ecologici, religiosi… Cambierà, è già cambiato. Le grandi invenzioni spesso sono quelle che hanno dato una scossa al cambiamento. Ora stiamo vivendo in un’era in cui la crescita tecnologica è esponenziale e di contorno tutto si uniforma cambiando il modo di vivere e di pensare. Quando sarà il mio momento di scendere spero di farlo con la nostalgia di dover abbandonare qualcosa di buono. Il mondo che verrà lo voglio buono in tutte le accezioni di questo aggettivo. Utopia?, Chissà speriamo di no.