
Pallido il giorno langue
smorto dilegua
si fa sera
buio.
( Tosca Pagliari – 8 febbraio 1976)


Pallido il giorno langue
smorto dilegua
si fa sera
buio.
( Tosca Pagliari – 8 febbraio 1976)
Ecco
il mandorlo si riveste di trine
palpito di un’altra primavera
e la terra ride
complice di un’esistenza che si rinnova.
E il tempo scorre
di anno, di giorno
di ora dopo ora divengo.
E il passero nudo
mette le piume e vola
vola alto nell’immenso,
nel suo cielo d’illusione,
nella sua folle precaria giovinezza,
finché le ali lo sospingono vola
nel suo sogno d’amore
candida gemma di mandorlo
sbocciata all’alba.
( Tosca Pagliari – 7 aprile 1976)

Voglio portarti
un volo di colombo bianco
per liberarlo
nel buio pesto del tuo animo
e lasciarlo lì a cantare
musiche di vento.
Ma tu non spezzargli le ali
morbide di speranza
tiepide d’affetto.
Fallo vivere
il tempo tempo di un incontro
pago d’essere
atomo d’amore
elemento d’aria
sogno
incoscienza
eternità.
Poi immolalo pure
ai bisogni quotidiani
alle esigenze del mondo,
ma almeno per un’ora
tieni nel petto
lascia che voli
il suo volo d’amore
nel bagliore di quest’incontro.
Lascia che sia tenerezza
passione
amicizia
comprensione
ristoro
per la tua sete di pace
per la mia gioia d’averti accanto
( Tosca Pagliari – 10 aprile 1976)
… E ci saranno altre occasioni
per noi domani …
o sarà tutto qui
il poco che ci resta.
… Ogni attimo vale un’eternità …
Tutto è irripetibile.
Forse avremo ancora qualcosa
che somiglierà a ciò che è oggi
e sarà di più o di meno
ma mai come adesso.
( Tosca Pagliari – 30 ottobre 1977)
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Togliere i sigilli al tempo
e lasciare che fluisca.
Ali morbide in volo
i nostri abbracci
senza fine.
( Tosca Pagliari – 1977)

Le note di un piano
e l’ultimo canto
d’un uccello nella sera.
Star qui con te
senza te
a ricordare
a immaginare.
( Tosca Pagliari – 1978)
Sento
scroscio d’acqua di cascata
impetuosa e viva.
Sento
il canto dei miei giorni
che si sciolgono nel tempo
e il tempo sono io
sono io la vita
il cielo chiaro
richiamo lontano
d’infinito.
( Tosca Pagliari – 1978)
Noia
sonnolenza
calura
ronzio snervante
di vespa
nel silenzio.
Voglia di sparire.
( Tosca Pagliari – 1978)
L’ulivo abbraccia i suoi nidi
e la zanzara del fosso
s’annega.
Sullo sfondo dello scenario
mi recito la vita in poesia
per scrollarmi di dosso
i residui di ieri.
( Tosca Pagliari – 14 aprile 1979)

Correre per correre
e mai per arrivare.
Fatemi correre
la corsa del vento
e del daino bianco.
Fatemi correre
la corsa del bene e del male
la corsa dell’incoscienza.
Datemi un sentiero per correre
datemi il sentiero del bosco
per perdermi
senza ricordi.
( Tosca Pagliari – 20 aprile 1979)