Category: poesie nuovissime

  • Vorrei vederti crescere abbastanza

    per raccontarti di lui

    sì proprio a te che non sei lui

    anche se lo ricerco in un tuo tratto

    un tuo colore, una tua posa.

    Vorrei vederti crescere abbastanza

    per raccontarti anche di me

    e continuare a vivere con te

    il tuo futuro inimmaginabile

    così come vivono in me i miei anziani

    in questo loro futuro inafferrabile.

    Vorrei vederti crescere abbastanza

    per farti comprendere

    che non siamo solo noi stessi

    ma anche tutto il prima

    e tutto il dopo

    perchè non arriviamo dal nulla

    e non ce ne andiamo nel nulla.

    Vorrei vederti crescere abbastanza

    per parlarti di tante cose

    ma se non mi sarà concesso

    afferro la speranza

    che scoprirai tutto da solo

    che legherai da solo tutte le presenze

    che sono arrivate fino a te

    e che da te ripartiranno.

    Tosca Pagliari ( 9 febbraio 2026).

  • COME MI VEDEVO BELLA

    Come mi vedevo bella quando mi guardavi.

    I tuoi occhi il mio specchio magico.

    Gioventù svanita

    impressa nelle tue pupille.

    Come mi vedevo bella quando mi guardavi.

    E che paura ora in uno specchio di solitudine

    immagine smarrita

    sguardo svuotato

    labbra serrate.

    Ma mi vedi?

    Adesso mi vedi?

    Perchè se mi vedi

    e mi ammiri come allora

    posso sentire l’immortalità della giovinezza

    l’immortalità della passione

    e far inturgidire le labbra

    brillare gli occhi

    ridere la pelle.

    Come mi vedevo bella quando mi guardavi.

    Un cristallo fragile

    incantato dal tuo sguardo

    l’ho posato sul centrino del comò

    proprio davanti allo specchio

    e sbircio

    per vederti alle mie spalle.

    Tosca Pagliari ( 9 febbraio 2026)