Author: Tosca Pagliari

  • GIOCO DI LUNA

    luna

    Palla luna che rimpalla

    casca in mare e torna a galla.

    Palla luna che rimbalza

    casca in mare e si rialza.

    Palla luna acqua ribalta

    si rigira e in cielo salta.

    Palla luna a palla gioco

    finché è notte ancora un poco.

    (Tosca Pagliari- 8 luglio 2017)

  • STRAVAGANTI PENSIERI IN VACANZA

    pazzia

    La vacanza

    danza

    nella stanza

    liberamente

    libera la mente.

    Pensieri stravaganti

    straripano vaganti.

    Capriole

    di parole

    sorridono ai pensieri,

    confondono desideri.

    Il caldo dà alla testa

    nell’ora della siesta.

    E’ ritornato luglio

    per me tutto lo voglio.

    (Tosca Pagliari- 1 luglio 2017).

     

     

     

     

     

     

  • LA FORMA PIATTA DELLA PIATTAFORMA

    donna pc

    Per mia natura sono curiosa. La tecnologia mi affascina. La tecnologia non è un demonio come molti rimbrottano, borbottano e si professano mancati cavernicoli. Demonio semmai siamo noi quando ne facciamo un uso sbagliato. La tecnologia è progresso, è risorsa, è il mondo in un palmo di mano. Poi ci siamo noi con questo giocattolo e le manie d’onnipotenza, noi dell’era “homo scemens scemens”.

    Detto questo passo all’argomento.

    LA PIATTAFORMA !!!

    LA PIATTAFORMA digitale: l’universo parallelo dove andare a svolgere la vita pratica, burocratica, meritocratica.

    Fantastica! Un circuito stimolante di input e feed back, di step by step, community e network…

    Al di là di questo delirio altisonante d’italiano perduto e d’inglese incalzante. Incalzante perchè? Ma perchè calza a pennello, il temirne rende, il linguaggio internazionale e dei media se è in inglese non è mica a caso. Qui ci starebbe una di quelle emoticon che ridono con le lacrime, ma non ce la metto che ormai è diventato anche banale.

    Ma dove lo trovo stamattina questo insulso e gratuito sarcasmo?

    EH! EH! Lo trovo nell’aggiornamento, nella professionalità docente, nei crediti e discretiti di chi non è innovativo, di chi viene affamato col “bonus”: bocconcino appeso alla lenza e lì che ti pesco e fatti pescare se no resti pesce piccolo e puzzolente di inettitudine.

    EH! EH! Lo trovo nella PIATTA FORMA! Questa forma piatta dove l’umanità diventa username e password, soldatini omologati alla ricerca del sapere eccezionale.

    Ora ce n’è una interessantissima (per davvero senza sarcasmo) si chiama SOFIA (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti). Fantastica (senza sarcasmo) soprattutto geniale l’acronimo “Sofia” dal greco greco antico  σοφία (sophia): “sapienza” “saggezza”. E’ talmente bella questa piattaforma che pare sia obbligatoria .Qui il sarcasmo c’è? Non lo so, a volte non mi conosco. E penso sempre a quel tizio, sempre greco sempre, che diceva:  γνῶθι σαυτόν (gnōthi sautón ovvero conosci te stesso). Certo che andare verso il globale con incertezze sul personale  non è facile, magari in tempi moderni una piattaforma per lo scopo si potrebbe avere? Una bella piattaforma di lancio per raggiungere il proprio universo interiore, una bella piattaforma di lancio per far partire le nuove generazioni verso un futuro migliore. Si può avere? Ecco ora magari me ne danno una vera in mezzo al mare e …così stai lì buona buona che di rompib#### in giro ce ne sono già troppi! …

    Comunque per non annoiarvi, o forse per annoiarvi meglio vi racconto una storia. Anzi no, un reality che fa più effetto!

    In un progetto di dispersione scolastica improntato sulle nuove tecnologie, in una scuola che non vi dico, tanti anni fa ma non troppi, si stabilirono gruppi pomeridiani con due insegnanti per gruppo. Per farmi dispetto (Perchè me li fanno? Poveretti che colpa ne hanno se io ho un talento naturale per essere antipatica!).

    Allora, per farmi dispetto, mi misero insieme ad una collega molto anziana, ma non troppo, che il PC non lo sapeva neanche accendere. Io lo sapevo accendere, spegnere e nell’intermezzo ricavarci qualcosina d’interessante per quel bel gruppetto di scatenati, ognuno alle prese con i propri problemi tradotti nel loro meraviglioso multilinguaggio infantile. Già, perchè per chi  legge di me solo adesso, sono una maestrina della scuola primaria e, con tutto il rispetto per gli altri gradi scolastici, fiera di esserlo, me ne faccio vanto.

    Sicchè io ero la maestrina anche allora, quella moderna che usava strumenti a misura delle nuove generazioni. La mia collega, anch’ella maestrina, era quella antica, obsoleta, squalificata dalla mancanza d’innovazione, emarginata per il mancato aggiornamento, non aveva ideea di software didattici e spazi virtuali da piattaforma. Era quella scadente che me l’avevano data per dispetto: Tiè così t’arrangi da sola!

    Ma lei aveva il sorriso giusto, la calma giusta, la parola giusta, il modo giusto per placare, consigliare, aiutare ogni bambino. Con un nulla arginava le baruffe, con un alito trasmetteva la voglia di fare, con una pazienza infinita guidava le fiere scatenate trasformandoli in mansueti agnellini vogliosi di sapere. E questo sicuramente perchè era una sua dote, ma soprattutto perchè L’ESPERIENZA l’aveva formata, le aveva dato una forma tutt’altro che piatta.

    In conclusione mi pare che oramai si stia esagerando là dove non si riconosca più la validità della VERA ESPERIENZA sul campo, soppiantandola unicamente con titoli da conseguire su una piattaforma, con titoli da conseguire con i soldi che ti danno per contentino, al di là del rinnovo di un contratto. Inoltre con la lotta da “fila per prendere il pane con la tessera” per il bonus d’istituto. Ma venitemi a trovare in classe, ma parlate con i miei alunni, ma toccate con mano il mio lavoro e datemi quello che mi spetta per arrivare a fine mese senza stirare il collo. Tutto il resto che ben venga, ma senza esagerare, senza edulcorare e gettare fumo negli occhi, senza paradossi burocratici di vario genere.

    Sono pronta, voglio imparare meglio per insegnare meglio. Sono interessata alle novità (ora mi sono lasciata affascinare dal coding, non vedo l’ora di saperne di più e metterlo in pratica), ma per carità, lasciatemi dire, il troppo storpia e le prese in giro non piacciono a nessuno. A me poi mandano su di giri e quando sono su di giri, se non parlo col tono inviperito non respiro e peggio ancora se non scrivo col tono inviperito muoio. Ma dato che mi piace vivere …

    … e poi non dite che non vi avevo avvertito che ho un talento naturale per essere antipatica!

    N.B. Per te che sei arrivato/a a leggere fin qui un “bonus” speciale. Quale? Dimmi tu! Fatti sentire.

  • POESIE IN DIALETTO SICILIANO sul tema dell’amicizia

    mani-bimbo-anziano

     

    I DISCUSSI DI MO NANNU

    N’JORNU MO NANNU MI VARDAU

    E TUTTO SERIU MI CUNTAU:

    -CU AVI N’AMICU AVI ‘N TRISORU!

    IU  ARRISTAI CUNFUSU E PINSAI

    CU TRISORU ERANU SULU TANTI COSI D’ORU

    NO UNU CU CUI CI PASSI TEMPO ASSAI

    CI JOCHI E TI SCIARRII,

    FAI PACI E  ‘NSEMI CI TORNA FURRII.

     

    MA MO NANNU CA MI SAPEVA COTTU E CRUDU

    MO NANNU CA È ‘N CRISTIANU  TANTU SPERTU

    MI CUNTINUAU A PARRARI  A CORI APERTU

    SPIRANNU CA MI S’APRISSI U CIRIVEDDU.

     

    ACCUSSI CUNTINNUAU:

    -ARRIUODDITI CA CU TU VOLI MALI TI FA RIDIRI

    E CU TI VOLI BENI TI FA CHIANCIRI

    NON SEMPRI I COSI SU COMU TI PARUNU A TIA.

    ARRIUODDITI CA CARCIRI, NICISSITÀ E MALATIA

    SI VIDI U CORI D’AMICI!

    IÙ ERA SEMPRI PIÙ CONFUSU

    CA PERSUASU

    E CI VULIA RISPUNNIRI: – MA CHI DICI!

     

    PI EDUCAZIONI MI STETTI SODU

    E PINSAI CA PRIMA O POI IN QUACCHI MODU

    U SIGNIFICATU S’AVISSI FATTU CHIARU

    ALLI VOTI ‘NTA TESTA MI S’ADDUMAVA ‘N FARU.

     

    PASSAU TEMPO E ‘N JORNU

    CA MI PAREVA DI STARI O NFERNU

    MI TRUVAI  CU CORI  NIURO E L’OCCHI DI CHIANTU

    PISTATI E VUNGHI TANTU.

    CHE M’AVA CAPITATU CHI VU CUNTU A FARI

    CA NON È CHISTU DI CUI VAIU A PARRARI.

     

    VI CUNTO SULU CA QUANNU

    U MUNNU ‘N CODDU MI STAVA CASCANNU,

    QUANNU A TESTA N’AVIA CHIU UNNI NTAPPARI,

    CI FU UNU CA MI DISSI: – NON TI SCANTARI

    CA A MORTI SULU NON C’È RIPARU.

    POI MI STUIAO L’OCCHI PARU PARU

    MI VADDAU N’TA FACCI  E CUNTINNUAU A PARRARI:

    NON TI SCANTARI,  U SAI CHI TI DICU

    CI SOGNU IU CA CU TIA, SUGNU TO AMICU!

    digital-2021776_960_720

     

     

    FU TANNU

    CA CAPII I DISCUSSI DI MO NANNU.

     

    I discorsi di mio nonno.

    Un giorno mio nonno mi guardò

    e tutto serio mi raccontò:

    -Chi ha un amico ha un tesoro!

    Io rimasi confuso e pensai

    che il tesoro  erano solo tanti oggetti d’oro

    non uno con cui ci passi il tempo a lungo

    ci giochi, ci litighi

    fai pace e insieme ci continui ad andare in giro.

     

    Ma mio nonno che mi conosceva cotto e crudo

    mio nonno che è una persona tanto intelligente

    mi continuò a parlare a cuore aperto

    sperando che mi si aprisse il cervello.

     

    Così continuò:

    -Ricordati che chi ti vuole male ti fa ridere

    e chi ti vuole bene ti fa piangere

    non sempre le cose sono come ti sembrano.

    Ricordati che in caso di carcere, necessità e malattia

    si vede il cuore degli amici.

    Io ero sempre più confuso

    che persuaso

    e gli volevo rispondere:-Ma che dici!

     

    Per educazione rimasi zitto

    e pensai che prima o poi in qualche modo

    il significato si sarebbe fatto chiaro

    alle volte in testa mi si sarebbe acceso un faro.

     

    Passò del tempo e un giorno

    che mi sembrava d’essere all’inferno

    mi ritrovai col cuore nero e gli occhi di pianto

    gonfi così.

    Che cosa mi fosse capitato che ve lo racconto a fare

    che non è di questo che vi devo parlare.

     

    Vi racconto solo che quando

    il mondo addosso mi stava cascando,

    quando non avevo più dove andare a sbattere la testa,

    ci fu uno che mi disse :-Non ti spaventare

    che solo alla morte non c’è rimedio.

    Poi mi asciugò gli occhi per bene

    mi guardò in faccia e continuò a parlare:

    -Non ti spaventare, lo sai che ti dico

    ci sono qua io con te, sono tuo amico!

     

    Fu allora

    che compresi i discorsi di mio nonno.

     

     

    gruppo-degli-amici-che-mostrano-insieme-unità-con-le-loro-mani-43047413

    TUTTI O MUNNU AVISSIRO AVIRI N’AMICU

    N’AMICU È COMU U VENTU

    C’ARRIVA CCU NA CIUSCIATA E NTA MUMENTU

    DO CORI STI SCIPPA OGNI LAMENTU.

     

    N’AMICU È COMU U SULI A MATINATA

    CA TI SPUNTA NTA L’ANIMA SCURIATA

    E  SUBITU T’AGGHIORNA NA RISATA.

     

    N’AMICO AVI ‘N CORI RANNI COMU U MARI

    E N’TA DU MARI ANNEIA LE SCERRE AMARI

    E TUTTI QUANTI LI TICHETTI CA CI POI FARI.

     

    N’AMICU AVI OCCHI CA LEGGIUNU PINSERI

    E NON CI POI AMMUCCIARI NÈ DISPIACIRI NÉ DISIDERI

    NÉ COSI MUNSIGNARE NÈ COSI SINCERI.

     

    N’AMICO SI PRESTA NTA OGNI SITUAZIUNI

    E NON S’INVENTA SCAGIUNI

    PI FARISI A LARGA DA QUESTIUNI.

     

    N’AMICO È TALE E QUALI COME A TIA

    PI CHISTU TI AVI ‘N SIMPATIA

    N’AMICO È U TO SPECCHIO E U TO TISORU

    TANTI VOTI  È CHIÙ DI ‘N FRATI O DI NA SORU.

     

     

    TUTTI O  MUNNU AVISSIRO AVIRI N’AMICU

    E TUTTI L’AMICI A MANU S’AVISSIRU A DARI

    A MANU  A UNU A UNU STRITTA STRITTA

    FORMANNU ‘N NASTRO UNICU

    E FALLU SVINTULIARI

    CU SUPRA STA FRASI SCRITTA:

    “  INSEMI A STU MUNNU AMU A STARI

    E  COSE BONE AVEMU A POTIRI FARI”.

     

     

     

    Maggio 2017


    TUTTI AL MONDO DOVREBBERO AVERE UN AMICO

     

    Un amico è come il vento

    che arriva come un soffio e  in un momento

     dal cuore ti strappa ogni lamento.

     

    Un amico è come il sole in mattinata

    che ti spunta nell’anima oscurata

    e subito ti sorge una risata.

     

    Un amico ha il cuore grande come il mare

    e in quel mare annega le litigate amare

    e tutti i dispetti che gli puoi fare.

     

    Un amico ha occhi che leggono i pensieri

    e non gli puoi nascondere né dispiaceri né desideri

    ne cose bugiarde né cose vere.

     

    Un amico si presta in ogni situazione

    e non s’inventa scuse

    per farsi alla larga dalla questione.

     

    Un amico è tale e quale come te

    per questo ti ha in simpatia

    un amico è il tuo specchio e il tuo tesoro

    a volte è più di un fratello o di una sorella.

     

    Tutti al mondo dovrebbero avere un amico

    e tutti gli amici la mano si dovrebbero dare

    la mano ad uno ad uno stretta

    formando un nastro unico

    e farlo sventolare

    con sopra questa frase scritta:

    “Insieme a questo mondo dobbiamo stare

    e cose buone dobbiamo poter fare”.

     

     

     

     

     

    (La maestra).

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • poesia per gli ULTIMI GIORNI DI SCUOLA

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    Coraggio bambini e bambine

    presto la scuola avrà fine,

    vi aspettano giorni di sole

    e in silenzio resteranno le aule.

    Vi aspetta il mare turchese

    coraggio all’estate manca meno di un mese!

    Vi aspetta la fresca montagna

    e nera di noia resterà la lavagna.

    Vi aspettano corse a perdifiato

    tra i rossi papaveri del prato,

    il fischio dell’omino del gelato

    e il filo al tuo polso legato

    di un aquilone colorato.

    Vi aspettano giorni di valigie e viaggi

    alla scoperta di nuovi paesaggi.

    Coraggio bambini e bambine

    presto la scuola avrà fine

    il tempo vola veloce

    e l’estate vi chiamerà a piena voce.

    (Tosca Pagliari, maggio 2017).

  • TEMPO DI VERIFICHE

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    Per una verifica d’Italiano in classe quarta, mi serviva un testo poetico semplice alla portata di bambini di scuola primaria, ma che al tempo stesso che racchiudesse tutte le peculiarità studiate. Non so quanto ci avrei messo a cercarla e se mai l’avrei trovata così come la volevo io, così me la sono inventata. La pubblico qui, magari a qualcuno dovesse servire.

    PROVA DI VERIFICA   ITALIANO     QUARTO BIMESTRE

    (COMPRENSIONE DEL TESTO)

    NOME…………………………………………COGNOME………………………………………………CLASSE……………….DATA………

    E ARRIVERÀ L’ESTATE

    E arriverà l’estate

    all’improvviso,

    il sole mi scotterà il viso

    e saranno liete le giornate.

     

    Il tempo avrà un battito lento,

    la mia fantasia

    volerà come aquilone nel vento

    e la noia mi chiederò cosa sia.

     

    Sarò  guizzante pesce di mare

    sarò lucertola stesa al sole a riscaldare.

     

    Andrò al ritmo del cri cri dei grilli

    amerò i silenzi e i gioiosi strilli.

     

    E arriverà l’estate

    come un’amica che torna da lontano

    portando in mano

    pesche vellutate.

     

    Sarò trotto di puledro selvaggio

    spianate spiagge e freschi boschi

    percorrerò perdendomi a perdifiato.

    (La maestra- Tosca Pagliari – maggio 2017).

     

    Dopo aver letto attentamente questo testo, rispondi alle seguenti domande.

     

    • Di che tipo di testo si tratta?

    ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

    • Quante strofe ci sono?

    ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

    • Quante strofe sono di quattro versi?

    …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

    • Quante strofe sono di tre versi?

    ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

    • Quante strofe sono di due versi?

    ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

    • In quale strofa non ci sono le rime?

    …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

    • Che tipo di rima troviamo nella prima e nella quinta strofa?

    ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

    • Che tipo di rima c’è nella seconda strofa?

    ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

    • In quali strofe invece la rima è baciata?

    ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

    • Nella quarta strofa c’è un’onomatopea, trovala e sottolineala di rosso.

    ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

    • Nell’ultima strofa ci sono delle allitterazioni, trovale e sottolineale di blu.

    ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

    • Trova le similitudini e copiale…………………………………………………………………………………………………………

    ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

    ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

    …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

    • Trova le metafore e copiale:……………………………………………………………………………………………………………..

    …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

    ………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

    ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

    Metti una crocetta sulla risposta appropriata

    • Che tipo di dati sensoriali sono espressi in questa poesia?

    Soltanto visivi        visivi, uditivi e tattili        visivi, uditivi e olfattivi        visivi e uditivi.

     

    • La poesia, dedicata alla stagione estiva che sta per arrivare, esprime sensazioni di:

    Stanchezza  e paura       Gioia, spensieratezza  e libertà       Tristezza e monotonia

    Preoccupazione e sconforto .

     

  • PARLANO LE MADRI PARLANO

    Holidayz

    Parlano le madri parlano
    trepidano le madri
    s’affannano le madri.
    Hanno battiti di cuore accelerati
    e il respiro intenso.
    Hanno l’allerta del segugio
    il balzo della tigre
    l’ala della chioccia.
    Hanno un grembo che sgrava
    e resta aperto per tutta la vita
    giaciglio pronto per ogni debolezza
    per ogni paura, per ogni tristezza.
    In ognuna di loro
    piange una donna
    e combatte una guerriera.
    Parlano le madri
    hanno tutte le stesse parole
    le stesse ansie
    gli stessi sogni distesi
    sui ponti lontani
    del futuro.
    Parlano le madri
    e parlano i loro occhi
    con luci d’orgoglio
    apprensione e smarrimento.
    Parlano le madri
    con voce tremante
    con senso di colpa
    con voce decisa
    con tono di difesa
    con voce contenta
    con tono di vanto
    con voce perplessa
    di domanda senza risposta.
    Parlano le madri
    parlano tutte le madri del mondo
    parlano tutte la stessa lingua.

    (Tosca Pagliari – dicembre 2015)

  • LA PAROLA MAMMA ( scritta per gli alunni per la festa della mamma)

    MAMMA

    Mamma è una parola antica

    una parola amica.

    Mamma è una parola precoce

    che fa dolce la voce.

    Mamma è una parola corta

    ma che a lungo conforta.

    Mamma è una parola grande

    come un grembo

    e piccola come un sussurro.

    E’ come il sole in un cielo azzurro

    che illumina la strada della vita

    di gioia infinita.

    Mamma è una parola tra le tante

    ma è la più importante

    che ci sia

    e oggi che è la tua festa

    mi batte nel cuore, mi frulla nella testa

    per questo t’abbraccio forte mamma mia.

    La maestra

    (Tosca Pagliari- maggio 2017)

    Altre poesie dedicate alla figura della mamma:

    Le mamme del nuovo millennio

    http://www.lefotosalvate.com/blog/le-mamme-del-nuovo-millennio/

    Parlano le madri

    PARLANO LE MADRI

    Madre

    MADRE

  • IO SONO ( quando l’identità è fanciulla)

    Mi serviva una poesia per un lavoro sull’identità con i miei alunni, siccome non l’ho trovata ho pensato di scriverla io. Poi si vedrà l’effetto su di loro, intanto eccola.

    IO SONO

    Io sono me

    e un altro uguale non c’è

    non lo trovi neanche a girare tutto il mondo

    non lo trovi né in cielo né nel mare più profondo.

    Io sono il mio viso

    il mio sguardo, il mio sorriso.

    Io sono i miei pensieri

    e tutti i miei desideri.

    Io sono le mie paure

    i miei sogni e le mie avventure.

    Io sono tutte le mie sconfitte e le mie vittorie

    io sono una storia tra migliaia di storie.

    Io sono la pace e la baruffa

     il mio silenzio e la mia smorfia buffa.

    Io sono la quiete e la tempesta

    sono io dai miei piedi alla mia testa.

    Io sono il bambino che

    adesso

    guardo  riflesso

    nello specchio e quello

    ancor più bello

     che riconosco

    nel mio animo nascosto

    dove tutto il mio amore è riposto.

    La maestra

  • PROPOSITI PER LA MIA TERRA (ecologia in rima)

    terra fiorita

    Non voglio più sporcare

    le acque del mare

    voglio acque trasparenti

    e pesci lucenti.

    Voglio aria pulita

    e natura fiorita.

    Non voglio più trovare

    rifiuti sparsi ad inquinare

    la Terra che è madre amorosa

    e ci sfama senza posa.

    Voglio campi di grano maturo

    distese di sano futuro,

    voglio sapore di frutta squisita

    voglio mordere la vita.

    (La maestra)

    (Tosca Pagliari-marzo 2017).