Author: Tosca Pagliari

  • SIGNIFICATI ANTICHI E MODERNI

    Ultimi giorni di scuola, caldo e  stanchezza, molta stanchezza. Alunni, irrequieti più del solito, che puerilmente litigano scambiandosi infinite accuse. L’insegnante estenuata esordisce dimentica di una giovanissima platea:

    _ E basta con queste FILIPPICHE!

    Silenzio improvviso, magnifico silenzio, ma occhi sgranati ed espressioni esterrefatte degli alunni fanno comprendere che necessitano spiegazioni. Così la maestra:

    – Per FILIPPICHE intendevo  in senso metaforico. Infatti erano una lunga serie di accuse  scambiate tra alcuni oratori dell’antica Roma.

    Un velo di delusione cala su tutte le facce degli alunni.

    Uno di loro, che non ce la fa a non dire sempre la sua, con una vocina acuta replica:

    – E io che pensavo che tu ti riferissi a MARIA DE FILIPPI!

  • DI DOMENICA MATTINA

    Di domenica mattina

    mi ha svegliata la tristezza:

    -Alzati è giorno, c’è il sole

    eppure vieni con me.

    -Sono già con te

    resto qui

    non faccio nulla

    non piango neanche

    sto ferma.

     

    Mi ha svegliata la tristezza:

    -Alzati!.

    -Perché?

    Dimmi un solo

    valido

    perché.

     

    Mi ha svegliata la tristezza:

    -Perché sei di natura

    dispettosa

    e prepotente

    e riderai

    per non darmi soddisfazione

    riderai forte

    per confondere

    il mio alito infelice.

    Combatterai

    e a me piace

    vederti combattere

    io godo

    a vederti dimenare

    tra circostanze

    e risoluzioni

    con l’animo imbellettato

    a somiglianza

    d’una finta espressione.

     

     

    Mi ha svegliata la tristezza

    e non volevo

    essere svegliata

    volevo dormire

    nell’apnea dei pensieri

    volevo dormire

    il mio sonno sottovuoto.

     

    Mi ha svegliata la tristezza:

    -Combattimi,

    ma dammi soddisfazione

    combattimi

    a mani nude,

    combattimi

    dentro il tuo silenzio

    e la tua follia

    soprattutto

    combattimi lealmente

    senza usare

    la tua arma segreta.

     

    Mi ha svegliata la tristezza

    ma io sono di natura

    dispettosa

    e prepotente anche

    e tremendamente

    sleale.

    Io scrivo.

    (Tosca Pagliari- Maggio 2018)

     

     

     

     

  • Filastrocca fonti storiche primo approccio

    LA STORIA DI DIEGO

    Ma Diego chi è?

    E’ un bambino immaginario,

    ma proprio come me.

    C’è di straordinario

    che sa raccontare ogni fatto

    fin da quando è nato,

    ma mica perchè è matto.

    Mamma, papà e parenti ha interrogato

    facendosi tutto orecchi.

    In scatole di giocattoli e vestiti vecchi

    ha rovistato.

    Album di foto e filmati ha visionato

    e poi ha preso in mano

    persino il certificato di nascita

    e  quello delle vaccinazioni.

    Quante emozioni

    tra le righe del suo diario di vita

    scritto pian piano

    da entrambi i genitori

    esperti narratori.

    Così sul suo passato ha investigato

    e le fonti scritte e orali

    visive e materiali

    prove incontestate

    sono diventate

    per completare il puzzle del passato.

    Adesso come Diego anch’io lo so fare

    e superando i vuoti di memoria

    tutta la mia vita in una storia

    posso raccontare.

    ( Tosca Pagliari –  La maestra – maggio 2018).

  • A TUTTE LE DONNE

    A tutte le donne magiche

    che mutano un pianto in un sorriso,

    a tutte le donne uniche

    che non si arrendono quando hanno deciso,

    a tutte le donne guerriere

    con armi di sogni e coraggio,

    a tutte le donne che non temono frontiere

    e intraprendono il loro viaggio,

    a tutte le donne che rammendano

    sbagli con fili di ferro coperti di seta,

    a tutte  le donne che perdonano

    e poi ritracciano una meta,

    a tutte le donne che guardano oltre

    pregiudizi ed inganni

    e non le infagotta la coltre

    del tempo e la somma degli anni,

    a tutte le donne che sanno essere libere

    anche tra lacci e nodi

    a tutte le donne che amano vivere

    nonostante dolenti chiodi,

    a tutte le donne che sanno già dove andare

    a quelle che stanno scegliendo una strada

    a quelle che  sanno di poter restare

    a quelle convinte che quel che deve accadere accada

    a tutte quante un abbraccio forte

    un abbraccio grande

    e un augurio che oltre le porte

    del cuore si espande

    ( Tosca Pagliari – vigilia dell’8 marzo 2018).

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

  • SACCO DI MADRE

    Sacco pieno di ossa e di carne

    perché vita possa uscirne.

    Sacco che di altra essenza  si riempie

    per un destino che si compie.

    Sacco  che  di pensieri si estende

    e ogni cosa difende e comprende.

    Sacco caldo di lana

    che sogni dipana,

    sacco fresco di tela di lino

    dov’era nascosto un semino

    sacco molle

    di tenera pelle

    che culla

    il tutto e il nulla.

    Sacco zeppo di affanni

    che portano i figli

    intanto che passano gli anni

    e indietro non li ripigli.

    Sacco che più non si svuota

    e pesa e aggiunge un’altra quota.

    Sacco di grembo

    sacco di bimbo

    sacco di anima e cuore

    sacco di silenzio e rumore

    sacco di madre che accoglie

    e raccoglie

    ogni giorno che passa

    e aggiunge un altro sasso.

    Sacco robusto che non si scuce

    e anche al buio si fa luce.

    Sacco elastico che non si sventra

    dove tutto pigiato a forza ci entra

    e mille speranze mai perse

    in eterno liquido amniotico immerse

    sospirando non osan legare  il laccio

    del sacco.

    (Tosca Pagliari – 20 gennaio 2018)

  • PENSIERI D’AGOSTO

    Agosto sabbia leggera

    sabbia di clessidra

    che scivola i giorni

    verso l’ora di tornare

    rubando  la leggiadra

    aria vacanziera.

     

    Agosto musica di conchiglia

    con allarme di sveglia

    già pronta a trillare

    per passare consegne

    dal riposo al da fare.

     

    Agosto bambino che strilla

    il gioco lì non lo molla

    lo stringe con presa audace

    ma quel che piace

    è sempre troppo  fugace

    e l’onda già lo trascina

    al largo della marina.

     

    Agosto barchetta di carta

    s’affloscia pian piano

    e il gioco già fugge di mano.

     

    Agosto leone con criniera

    e  ultimi ruggiti spaventa

    la ripresa di  compiti assopiti

    nella calura

    e inventa,

    finché dura,

    l’illusione  d’un tempo sospeso

    senza fretta e senza peso.

     

    Agosto stella di mare

    rubata alla vita

    e rimasta a seccare

    … la festa è finita.

     

    (Tosca Pagliari 18 agosto 2017).

     

     

     

  • IL FOGLIO BIANCO

    FOGLIO1

    La purezza del foglio bianco

    accoglie le parole

    come mosche

    su un candido lenzuolo

    steso nel vento

    ad asciugare emozioni.

    E restano gli aloni

    nell’intento

    di cambiare il ruolo

    alle   espressioni   fosche

    lavandole in acquerugiole

    di rinfranco.

    Quel che il  pensiero  traccia

    la mente per sempre abbraccia

    matita indelebile

    su un foglio reso inservibile.

    (Tosca Pagliari- 8 agosto 2017).

  • VI LASCIO UN’ ALLITTERAZIONE

    gatti

    gatta pensosa
    Andrò ad insegnare in un’altra scuola il prossimo anno scolastico. Al di là di tutto resta la nostalgia per gli alunni, ma professionalmente bisogna saper superare anche questo. Se già i figli nella vita sono in prestito figuriamoci gli alunni.

    Eppure mi piace immaginare che qualcosa di quel che ho cercato di dare loro gli rimanga per sempre. Senz’altro i valori e poi l’amore per la conoscenza. Ma mi accontenterei anche di uno sprazzo, di un ricordo buttato lì a caso in un qualunque momento particolare della loro vita. Chissà magari ad un esame importante quando dovranno riconoscere il significato di un’ ALLITTERAZIONE  e verrà loro in mente una mastra stravagante che glielo ha insegnato usando i nomi dei propri gatti: OSCAR e SCARLETT.

    Ciao bambini, ricordate: la vita presa sempre con un sorriso e non smettete mai di rincorrere i vostri sogni.

    Con affetto.

    La  maestra